Uruguay

Scritto 22 luglio 2010 da AvatarNemo.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

← Versione meno recente Versione del 11:40, 22 lug 2010
Riga 587: Riga 587:
{{Link AdQ|ast}}
{{Link AdQ|ast}}
{{Link AdQ|ca}}
{{Link AdQ|ca}}
- 
-
[[Categoria:Uruguay]]
 
- 
-
[[ace:Uruguay]]
 
-
[[af:Uruguay]]
 
-
[[als:Uruguay]]
 
-
[[an:Uruguai]]
 
-
[[ar:أوروغواي]]
 
-
[[arz:اوروجواى]]
 
-
[[ast:Uruguay]]
 
-
[[ay:Uruwayi]]
 
-
[[az:Uruqvay]]
 
-
[[bat-smg:Urugvajos]]
 
-
[[bcl:Uruguay]]
 
-
[[be:Уругвай]]
 
-
[[be-x-old:Уругвай]]
 
-
[[bg:Уругвай]]
 
-
[[bi:Uruguay]]
 
-
[[bn:উরুগুয়ে]]
 
-
[[bpy:উরুগুয়ে]]
 
-
[[br:Uruguay]]
 
-
[[bs:Urugvaj]]
 
-
[[ca:Uruguai]]
 
-
[[cbk-zam:Uruguay]]
 
-
[[ceb:Uruguay]]
 
-
[[co:Uruguay]]
 
-
[[crh:Urugvay]]
 
-
[[cs:Uruguay]]
 
-
[[cv:Уругвай]]
 
-
[[cy:Uruguay]]
 
-
[[da:Uruguay]]
 
-
[[de:Uruguay]]
 
-
[[diq:Uruguay]]
 
-
[[dsb:Uruguay]]
 
-
[[dv:އުރުގުއޭ]]
 
-
[[ee:Uruguay]]
 
-
[[el:Ουρουγουάη]]
 
-
[[en:Uruguay]]
 
-
[[eo:Urugvajo]]
 
-
[[es:Uruguay]]
 
-
[[et:Uruguay]]
 
-
[[eu:Uruguai]]
 
-
[[ext:Uruguai]]
 
-
[[fa:اروگوئه]]
 
-
[[fi:Uruguay]]
 
-
[[fiu-vro:Uruguay]]
 
-
[[fr:Uruguay]]
 
-
[[frp:Urugoayi]]
 
-
[[fy:Urûguay]]
 
-
[[ga:Uragua]]
 
-
[[gd:Uruguaidh]]
 
-
[[gl:Uruguai - Uruguay]]
 
-
[[gn:Uruguái]]
 
-
[[gu:ઉરુગ્વે]]
 
-
[[gv:Yn Ooraguay]]
 
-
[[hak:Vû-lâ-kûi]]
 
-
[[he:אורוגוואי]]
 
-
[[hi:उरुग्वे]]
 
-
[[hif:Uruguay]]
 
-
[[hr:Urugvaj]]
 
-
[[ht:Irigwe]]
 
-
[[hu:Uruguay]]
 
-
[[hy:Ուրուգվայ]]
 
-
[[id:Uruguay]]
 
-
[[ie:Uruguay]]
 
-
[[ilo:Uruguay]]
 
-
[[io:Uruguay]]
 
-
[[is:Úrúgvæ]]
 
-
[[ja:ウルグアイ]]
 
-
[[jbo:uruguais]]
 
-
[[jv:Uruguay]]
 
-
[[ka:ურუგვაი]]
 
-
[[kk:Уругуай]]
 
-
[[kl:Uruguay]]
 
-
[[kn:ಉರುಗ್ವೆ]]
 
-
[[ko:우루과이]]
 
-
[[ks:उरुग्वाय]]
 
-
[[ku:Ûrûguay]]
 
-
[[kw:Urugway]]
 
-
[[la:Uraquaria]]
 
-
[[lb:Uruguay]]
 
-
[[lij:Uruguay]]
 
-
[[lmo:Uruguay]]
 
-
[[ln:Ulugwai]]
 
-
[[lt:Urugvajus]]
 
-
[[lv:Urugvaja]]
 
-
[[mk:Уругвај]]
 
-
[[ml:ഉറുഗ്വേ]]
 
-
[[mn:Уругвай]]
 
-
[[mr:उरुग्वे]]
 
-
[[ms:Uruguay]]
 
-
[[nah:Uruguay]]
 
-
[[nds:Uruguay]]
 
-
[[ne:उरुग्वाइ]]
 
-
[[nl:Uruguay]]
 
-
[[nn:Uruguay]]
 
-
[[no:Uruguay]]
 
-
[[nov:Uruguay]]
 
-
[[nv:Táłtłʼááh Chʼosh Bitooh (Kéyah Dah Siʼánígíí)]]
 
-
[[oc:Uruguai]]
 
-
[[os:Уругвай]]
 
-
[[pag:Uruguay]]
 
-
[[pam:Uruguay]]
 
-
[[pap:Uruguay]]
 
-
[[pdc:Uruguay]]
 
-
[[pl:Urugwaj]]
 
-
[[pms:Uruguay]]
 
-
[[pnb:یوراگوۓ]]
 
-
[[pt:Uruguai]]
 
-
[[qu:Uruwayi]]
 
-
[[rm:Uruguay]]
 
-
[[ro:Uruguay]]
 
-
[[ru:Уругвай]]
 
-
[[sa:उरुग्वाय]]
 
-
[[sah:Уругуай]]
 
-
[[sc:Uruguay]]
 
-
[[scn:Uruguai]]
 
-
[[se:Uruguay]]
 
-
[[sh:Urugvaj]]
 
-
[[simple:Uruguay]]
 
-
[[sk:Uruguaj]]
 
-
[[sl:Urugvaj]]
 
-
[[so:Uruguay]]
 
-
[[sq:Uruguai]]
 
-
[[sr:Уругвај]]
 
-
[[sv:Uruguay]]
 
-
[[sw:Uruguay]]
 
-
[[szl:Urůgwaj]]
 
-
[[ta:உருகுவே]]
 
-
[[tet:Uruguai]]
 
-
[[tg:Уругуай]]
 
-
[[th:ประเทศอุรุกวัย]]
 
-
[[tl:Urugway]]
 
-
[[tr:Uruguay]]
 
-
[[tt:Уругвай]]
 
-
[[ug:ئۇرۇگۋاي]]
 
-
[[uk:Уругвай]]
 
-
[[ur:یوراگوئے]]
 
-
[[vec:Uruguay]]
 
-
[[vi:Uruguay]]
 
-
[[vo:Luruguyän]]
 
-
[[wa:Ourougway (payis)]]
 
-
[[war:Uruguay]]
 
-
[[wo:Uruguwaay]]
 
-
[[wuu:乌拉圭]]
 
-
[[xal:Уругаймудин Орн]]
 
-
[[yi:אורוגוויי]]
 
-
[[yo:Uruguay]]
 
-
[[zh:乌拉圭]]
 
-
[[zh-min-nan:Uruguay]]
 
-
[[zh-yue:烏拉圭]]
 

View Comments

Congresso di Vienna

Scritto 22 luglio 2010 da 83.103.19.85.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

Nuova pagina: Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. == « Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ...

Nuova pagina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

== « Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli. » (Klemens von Metternich) ==

Il Congresso di Vienna fu una conferenza tenutasi nell'omonima città, allora capitale dell'Impero austriaco, dal 1 novembre 1814 al 8 giugno 1815 [1]. Vi parteciparono le principali potenze europee allo scopo di ridisegnare la carta dell'Europa e ripristinare l'Ancien régime dopo gli sconvolgimenti apportati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. Con il Congresso di Vienna si apre infatti quella che viene definita come l'età della Restaurazione.

Il Congresso di Vienna in un dipinto di Jean-Baptiste Isabey (1767-1855).

'''La nuova concezione romantica della storia'''

« S'identificò la storia della civiltà con la storia della religione, e si scorse una forza provvidenziale non solo nelle monarchie, ma sin nel carnefice, che non potrebbe sorgere e operare nella sua sinistra funzione se non lo suscitasse, a tutela della giustizia, Iddio: tanto è lungi dall'essere operatore e costruttore di storia l'arbitrio individuale e il raziocino logico. » (Adolfo Omodeo, L'età del Risorgimento italiano, Napoli,1955)

Nel Congresso di Vienna si confrontarono due linee politiche contrapposte: coloro che volevano un puro e semplice ritorno al passato e quelli che sostenevano la necessità di un compromesso con la storia trascorsa; «Conservare progredendo» era la loro parola d'ordine. Questo contrapposto modo di pensare l'azione politica nasceva paradossalmente da un unico punto di origine ideale.

Nell'età della Restaurazione avanzava infatti una nuova concezione della storia che smentiva quella illuminista basata sulla capacità degli uomini di costruire e guidare la storia con la ragione. Le vicende della Rivoluzione francese e il periodo napoleonico avevano dimostrato che gli uomini si propongono di perseguire alti e nobili fini che s'infrangono dinanzi alla realtà storica. Il secolo dei lumi era infatti tramontato nelle stragi del Terrore e il sogno di libertà nella tirannide napoleonica che, mirando alla realizzazione di un'Europa al di sopra delle singole nazioni, aveva determinato invece la ribellione dei singoli popoli proprio in nome del loro sentimento di nazionalità.

Dunque la storia non è guidata dagli uomini ma è Dio che agisce nella storia. Esiste una Provvidenza divina che s'incarica di perseguire fini al di là di quelli che gli uomini ingenuamente si propongono di conseguire con la loro meschina ragione.
La concezione reazionaria [modifica]

'''François-René de Chateaubriand'''

Da questa nuova concezione romantica della storia opera della volontà divina si promanano due visioni contrapposte: la prima è una prospettiva reazionaria che vede nell'intervento di Dio nella storia una sorta di avvento di un'apocalisse che metta fine alla sciagurata storia degli uomini. Napoleone è stato con le sue continue guerre l'Anticristo di questa apocalisse. Dio segnerà la fine della storia malvagia e falsamente progressiva ed allora agli uomini non rimarrà che volgersi al passato per preservare e conservare quanto di buono era stato realizzato. Si cercherà in ogni modo di cancellare tutto ciò che è accaduto dalla Rivoluzione a Napoleone restaurando il passato. I sovrani restaurati dal Congresso di Vienna tenteranno di ripristinare le vecchie strutture politiche e sociali spazzate via dalla Rivoluzione francese e da Napoleone ma il loro sarà un compito impossibile. «L'aratro della Rivoluzione» scrive lo storico tedesco F. Mehring[2][3]«aveva sconvolto troppo in profondità il suo terreno, fino ai campi di neve della Russia; un ritorno alle condizioni che avevano dominato in Europa fino al 1789 era impossibile».

'''Joseph de Maistre'''

È stato detto che mentre Napoleone veniva sconfitto sui campi di battaglia gli ideali di cui si era fatto portatore ispiravano, sia pure forzatamente, quei sovrani reazionari che lo combattevano. Si erano visti sovrani conservatori pressati dai tempi nuovi come Ferdinando IV di Borbone re di Napoli e Ferdinando VII di Spagna che fin dal 1812 avevano concesso ai loro sudditi addirittura la Costituzione. Vero è che questi stessi sovrani, dopo la caduta di Napoleone, cancellarono con un tratto di penna quanto avevano concesso ma dovettero poi affrontare moti insurrezionali interni che riuscirono a fatica a controllare solo con l'intervento della Santa Alleanza.

'''Gli ideologi della Restaurazione'''

La concezione reazionaria politica-religiosa nella Restaurazione la troviamo espressa soprattutto nel pensiero di François-René de Chateaubriand, che nel Génie du Christianisme (Genio del Cristianesimo, 1802) attaccava le dottrine illuministiche prendendo le difese del Cristianesimo, e soprattutto nel pensiero mistico-teocratico di Joseph de Maistre, che arrivava nell'opera Du Pape (Del Papa, 1819), al punto di auspicare un ritorno dell'alleanza tra il trono e l'altare, riproponendo il modello delle comunità medioevali protette dalla religione tradizionale contro le insidie del liberalismo e del razionalismo.
La concezione progressista

'''Félicité de Lamennais'''

Un'altra prospettiva, che nasce dalla stessa concezione della storia guidata dalla Provvidenza, è quella che potremo definire liberale che vede nell'azione divina una volontà diretta, nonostante tutto, al bene degli uomini escludendo che nei tempi nuovi ci sia una sorta di vendetta di Dio che voglia far espiare agli uomini la loro presunzione di creatori di storia. È questa una visione dinamica della storia che troviamo in Saint Simon con la concezione di un nuovo cristianesimo per una nuova società o in Lamennais che vede nel cattolicesimo una forza rigeneratrice della vita sociale. Una concezione progressiva quindi che è presente in Italia nell'opera letteraria di Alessandro Manzoni e nel pensiero politico di Gioberti con il progetto neoguelfo e nell'ideologia mazziniana.

'''L'apertura del Congresso'''

Il Congresso di Vienna si tenne nella capitale dell'allora Impero austriaco, dal 1º novembre 1814 al 9 giugno 1815. A parteciparvi furono le principali nazioni europee, che tentarono così di dare un assetto all'Europa dopo l'avventura napoleonica.
In realtà si cercò di dare un assetto alle sole altre potenze, in quanto i termini di pace con la Francia erano già stati stipulati con un precedente trattato siglato a Parigi il 30 maggio 1814.
Le discussioni continuarono malgrado il ritorno dell'imperatore Napoleone dall'esilio e la sua riassunzione del potere in Francia nel marzo 1815, e l'atto supremo del Congresso fu firmato nove giorni prima della sua finale disfatta nella battaglia di Waterloo (18 giugno 1815). Tecnicamente, si potrebbe notare che il Congresso di Vienna non si svolse mai realmente, posto che il Congresso non si riunì affatto in sessione plenaria, e la maggior parte delle discussioni avvenne in sessioni informali tra le grandi potenze.

Le decisioni prese dal Congresso seguirono due linee-guida per l'assegnazione dei territori europei ai vari sovrani:
il principio di equilibrio era stato concepito con lo scopo di non concedere ad alcun paese la supremazia territoriale in Europa, ma, al contrario, di equilibrare le forze delle varie potenze europee, in modo che nessuna di queste potesse prevalere sulle altre: questo principio fu applicato ad esempio al Regno dei Paesi Bassi;
col principio di legittimità si intendeva riassegnare il trono ai legittimi sovrani dei loro Stati, come ad esempio accadde nella Francia post-rivoluzionaria, a capo della quale venne nominato sovrano Luigi XVIII, successore di Luigi XVI; in questo modo veniva ripristinata la monarchia, anche se in questo caso si trattava di una monarchia costituzionale. Questo principio tuttavia non venne sempre rispettato: ad esempio le repubbliche di Venezia e di Genova non vennero ricostituite.
Si le Congrès danse, il ne marche pas[4]

Dopo la caduta e l'abdicazione di Napoleone a Fontainebleau (6 aprile 1814) e la ratificazione della prima Pace di Parigi, la sesta coalizione venne sciolta, mentre sul trono di Francia fu posto il legittimo sovrano, Luigi XVIII di Borbone. Secondo l'articolo XXXII del trattato di pace si sarebbe dovuto riunire a Vienna un congresso plenario delle potenze vincitrici per dare un nuovo assetto ed un ordine durevole all'Europa, che per quasi vent'anni era stata calpestata, devastata e ridotta allo stremo dalla lunga guerra contro l'Imperatore francese.

I sovrani vincitori ed i loro ministri plenipotenziari si incontrarono in un primo momento a Londra; soltanto nell'autunno del 1814 il Congresso ebbe inizio a Vienna, al quale presero parte le delegazioni diplomatiche di quasi tutte le nazioni europee. Dall'ottobre 1814 al giugno 1815 Vienna, e soprattutto il luogo d'incontro, il Dipartimento di Stato (più tardi anche la Cancelleria di Stato) nel Palazzo di Ballhausplatz, sede del Principe di Metternich, divenne il cuore del Continente per la sua centralità politica. Anfitrione di questo grande consesso fu l'imperatore d'Austria Francesco I d'Asburgo-Lorena. Gli ospiti cercarono di rendere il soggiorno delle personalità d'alto rango il più piacevole possibile.

Il susseguirsi di riunioni informali, di balli e di altri divertimenti fecero venir in mente al principe Charles Joseph de Ligne la famosa immagine del "Congresso danzante" [5] In una lettera al principe de Talleyrand del 1º novembre 1814, Ligne scrisse:
« Mi attribuiscono il motto "Il Congresso danza, ma non va avanti". Ed esso non stilla nulla come il sudore di questi signori che ballano. Credo anche d'aver detto: "Questo è un congresso di guerra, non un congresso di pace." »
Anche diversi contemporanei, benché deplorando l'immobilità politica, misero però in risalto la magnificenza e lo splendore dell'evento. Il segretario-generale del Congresso, il conte Friedrich von Gentz, in una lettera del 27 settembre 1814, scrisse:
« La città di Vienna offre ai presenti una visione spettacolare; tutta l'Europa è qui rappresentata dalle più illustri personalità. L'imperatore, con l'imperatrice e le grandi principesse di Russia, il re di Prussia con parecchi principi della sua casa, il re di Danimarca, i re ed i principi ereditarii di Baviera e del Württemberg, i duchi ed i principi delle case di Maclemburgo, Sassonia-Weimar, Sassonia-Coburgo, Assia ecc., metà dei vecchi principi e dei conti dell'Impero, e poi un numero immenso di diplomatici provenienti dai più vari reami d'Europa. Tutto questo non fa che dar vita ad un movimento ed a una tale varietà di immagini ed avvenimenti che solo la straordinaria epoca, nella quale noi viviamo, sarebbe in grado di produrre. Gli affari di Stato nel frattempo, con lo sfondo di tali singolari cose, non stanno andando avanti affatto. »
Tuttavia alcuni storici sono dell'opinione che il Congresso non trascurò i suoi impegni effettivi tra i vari balli e tutti gli altri intrattenimenti, ma stabilì le linee guida del nuovo ordine di pace e stabilità dell'Europa, anche se la grossolana quanto pungente opinione del feldmaresciallo Blücher sembrerebbe dare un'altra impressione.
« Il Congresso assomiglia ad una fiera in un piccolo paese, in cui ognuno dà una lucidata al dorso del proprio bestiame per venderlo e barattarlo. »

'''Partecipanti'''

Al Congresso, il Regno Unito fu prima rappresentato dal ministro degli esteri, Visconte Castlereagh; dopo il febbraio 1815, dal Duca di Wellington; e nelle ultime settimane, dopo che Wellington se ne andò per affrontare Napoleone, dal Conte di Clancarty. L'Austria era rappresentata dal principe Klemens von Metternich, il ministro degli Esteri, e dal suo delegato, Barone Wessenberg. La Prussia era rappresentata dal principe Karl August von Hardenberg, il cancelliere, e dal diplomatico e studioso Wilhelm von Humboldt.

'''Lord Castlereagh'''

La Francia di Luigi XVIII era rappresentata dal ministro degli Esteri Charles Maurice de Talleyrand-Perigord. Sebbene la delegazione ufficiale della Russia fosse guidata dal suo ministro degli Esteri, il Conte Karl Vasil'evič Nesselrode, lo zar Alessandro I per lo più operò personalmente. Inizialmente, i rappresentanti delle quattro potenze vincitrici sperarono di escludere i francesi da una seria partecipazione ai negoziati, ma Talleyrand riuscì abilmente ad inserirsi nei dibattiti interni sin dalle prime settimane.

'''Il Duca di Wellington'''

Poiché la maggior parte del lavoro al Congresso fu svolta da queste cinque potenze (assieme, per certi temi, con le rappresentanze di Spagna, Portogallo e Svezia; sui temi tedeschi, di Hannover, Baviera, e Württemberg; su quelli italiani, dello Stato Pontificio e dei Regni di Sardegna e di Napoli), la maggior parte delle delegazioni non ebbe molto da fare al Congresso, e l'ospite, imperatore Francesco I d'Austria sostenne splendidi intrattenimenti per mantenerle occupate.
Le materie su cui si discusse furono molteplici e in generale solo le perdite territoriali a danno dei francesi non furono oggetto di discussione. Queste erano già state decise riportando i confini francesi a quelli precedenti le avventure napoleoniche.

'''Mutamenti territoriali'''

In particolare le materie trattate furono quelle polacche-tedesche e italiane.
Per quanto riguarda le prime, lo Zar presentò un piano in cui prevedeva la creazione di una Polonia indipendente satellite della corona russa. Questo piano fu fortemente osteggiato dalle altre potenze, e alla fine si giunse ad un accordo spartendo la Polonia e attribuendo gran parte della Sassonia al sovrano prussiano. In generale si portò la composizione della Confederazione Tedesca a 39 stati sotto il controllo di Austria e Prussia.

'''Il principe di Talleyrand'''

L'oggetto più controverso al Congresso fu, infatti, la cosiddetta crisi sassone-polacca. I russi e prussiani avanzarono una proposta secondo la quale la maggior parte dei territori austriaci e prussiani della Polonia sarebbero andati alla Russia, che avrebbe creato un regno polacco indipendente in unione personale con la Russia, con lo zar Alessandro quale re.
In cambio, i prussiani avrebbero ricevuto come compensazione tutta la Sassonia, il cui re veniva considerato abdicante per non aver abbandonato Napoleone abbastanza in fretta. Gli austriaci, i francesi, e gli inglesi non approvarono questo piano, e, ispirati da Talleyrand, firmarono un trattato segreto il 3 gennaio 1815, consentendo alla guerra, se necessario, per impedire che il piano russo-prussiano producesse il suo effetto.

'''L'Europa come disegnata dal Congresso di Vienna'''

Sebbene nessuna delle tre potenze fosse particolarmente pronta alla guerra, i russi non vollero sfidarle, e si elaborò presto una composizione amichevole, per cui la Russia ricevette il grosso del Ducato napoleonico di Varsavia come Regno di Polonia (chiamato Polonia del Congresso), ma non ricevette il distretto di Poznan (Granducato di Poznan), che fu dato alla Prussia, né Cracovia, che rimase una città libera. La Prussia ricevette il 40% della Sassonia (più tardi nota come provincia di Sassonia), con la restante parte resa al Re Federico Augusto I di Sassonia (Regno di Sassonia).

La Gran Bretagna ne uscì come la potenza che aveva più interesse per l'equilibrio in Europa, ma all'esterno dell'Europa si rafforzò acquisendo le ex colonie francesi delle Indie Occidentali o che erano sotto a stati passati alleati alla Francia: acquisì così dai Paesi Bassi il Sudafrica e il capo di Buona Speranza. L'Inghilterra era rappresentata da lord Castlereagh, ministro degli esteri, un nobile irlandese che aveva ricevuto istruzioni di poter mettere sulla bilancia dei negoziati i territori inglesi extraeuropei per potersi avvantaggiare in Europa. Ma egli non seguì tale indicazione, percependo che gli altri stati non si erano resi conto dell'importanza delle colonie: quest'abile mossa permetterà alla Gran Bretagna di rimanere la più grande potenza coloniale sino alla fine della seconda guerra mondiale.
Altri mutamenti

Il principale risultato del Congresso (a parte la ratifica della perdita dei territori che la Francia si era annessa tra il 1795 ed il 1810, che era già stata stabilita dalla "Pace di Parigi") fu l'accrescimento della Russia, (che guadagnò il grosso del Ducato di Varsavia) e della Prussia, che acquistò la Westfalia e la Renania settentrionale.
Il consolidamento della Germania dai quasi 300 stati del Sacro Romano Impero (disciolto nel 1806) in un sistema – molto più gestibile – di trentanove stati fu confermato. Questi stati andarono a costituire una blanda Confederazione Tedesca sotto la guida di Prussia ed Austria.

I rappresentanti al Congresso concordarono numerosi altri mutamenti territoriali. La Norvegia fu trasferita dalla Danimarca alla Svezia. Un grande Regno delle Province Unite d'Olanda fu creato come stato cuscinetto per il principe Guglielmo d'Orange-Nassau, e comprendeva sia le vecchie Province Unite sia i territori precedentemente governati dall'Austria, i quali avrebbero poi costituito dal 1830 in avanti il Belgio.

Ci furono altri, meno importanti, aggiustamenti territoriali che comprendevano significativi guadagni territoriali per i regni tedeschi di Hannover (che guadagnò la Frisia orientale a scapito della Prussia e vari altri territori della Germania nord-ovest) e di Baviera (che guadagnò il Palatinato renano e territori in Franconia). Il Ducato di Lauenburg fu trasferito da Hannover alla Danimarca e la Pomerania svedese fu annessa dalla Prussia.Il trattato riconobbe inoltre i diritti portoghesi su Olivença, ma essi furono ignorati e l'area rimase sotto controllo spagnolo.

'''Il nuovo assetto politico territoriale italiano'''

L'Italia come disegnata dal Congresso di Vienna
Dopo il congresso di Vienna l'Italia fu divisa in una decina di stati (che si ridussero ad otto, entro una trentina di anni dal Congresso, a causa di alcune annessioni di stati minori ad entità più vaste).
Regno di Sardegna, governato dai Savoia, riottenne il Piemonte e la Savoia e venne ulteriormente ingrandito con i territori della ex Repubblica di Genova, senza alcun diritto di opposizione da parte di quest'ultima e senza plebiscito.

Nel resto del nord venne costituito il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell'Austria, comprendente i territori di terraferma della Repubblica di Venezia (Veneto, Friuli e Lombardia orientale), che contrariamente ai principi-guida del Congresso non venne ricostituita, uniti alla parte rimanente della Lombardia. Ad esso fu annessa la Valtellina, per la quale furono respinte le richieste svizzere, che questa valle - appartenente alla Svizzera dal 1512 al 1797 - ritornasse al Canton Grigioni o fosse unita alla Confederazione, come cantone autonomo. Nel Lombardo-Veneto inoltre fu inserita anche la Transpadana ferrarese, un territorio appartenente allo Stato Pontificio, un lembo di terra a nord del fiume Po, storicamente e culturalmente associato all'Emilia.

Sotto forte influenza austriaca si trovavano inoltre:
Il Granducato di Toscana sotto la dinastia degli Asburgo-Lorena (che annesse i territori del Principato di Piombino e l'Elba).
Il Ducato di Modena sotto la dinastia degli Austria-Este.
Il Ducato di Parma assegnato a titolo vitalizio a Maria Luisa d'Austria, moglie di Napoleone.
Il piccolo Ducato di Lucca venne assegnato a titolo provvisorio come compensazione per i Borbone di Parma, in attesa della morte di Maria Luisa e quindi del loro legittimo rientro a Parma (Lucca in seguito venne annessa al Granducato di Toscana).
Il Ducato di Massa e Carrara venne assegnato a titolo vitalizio alla madre del Duca di Modena (l'ultima esponente della casa d'Este: Maria Beatrice d'Este) ed alla sua morte nel 1829, venne annesso a Modena stessa.
Indipendenti, ma legati all'Austria da vincoli di alleanza e interesse:
Il papa fu restaurato nello Stato Pontificio, che oltralpe perdeva però definitivamente la città di Avignone e il Contado Venassino, lasciate al Regno di Francia.
Nell'ambito dei confini Pontifici rimase la piccola ed indipendente Repubblica di San Marino, che non venne toccata dagli eventi napoleonici e che rimase sempre estranea agli eventi politici successivi.
Nel Sud Italia il cognato di Napoleone, il maresciallo napoleonico Gioacchino Murat, fu originariamente autorizzato a mantenere il Regno di Napoli. Tuttavia, in seguito al sostegno da lui fornito al cognato durante i "Cento Giorni", egli venne deposto e la corona fu assegnata a Ferdinando IV di Borbone, che l'8 dicembre 1816 riunì il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia in un solo regno, nella denominazione già precedentemente adottata di Regno delle Due Sicilie. Quindi il Re assunse la denominazione di Ferdinando I delle Due Sicilie.
La dinastia dei Borbone di Napoli fu rappresentata al Congresso di Vienna da don Luigi de' Medici appartenente ai Principi di Ottaviano.

'''Il Principe di Metternich
La Santa Alleanza'''

Effetto del clima romantico dove la politica era concepita in termini di mistica religiosa fu la costituzione della Santa Alleanza. Lo zar Alessandro voleva impegnare in questo patto sacro i contraenti di Prussia, Russia, Austria ed Inghilterra ad impegnarsi a conformarsi nel governo dei loro popoli ai principi della carità cristiana scritti «nell'eterna religione di Dio salvatore».

Sebbene ampiamente deriso da molti statisti al Congresso (Castlereagh lo chiamava «un pezzo di sublime misticismo ed assurdità» e Metternich un «nulla altisonante»), tutti i sovrani europei vi aderirono, eccetto il Papa, avverso ad un'alleanza che univa assieme cattolici, luterani ed ortodossi; il Sultano, che non era particolarmente interessato ai principî cristiani; ed il Principe-Reggente del Regno Unito, che non poteva assentire ad un tale trattato senza coinvolgimento ministeriale (in effetti egli firmò nel suo ruolo di Reggente di Hannover), ma soprattutto perché il Regno Unito temeva che questa alleanza nascondesse la volontà della Russia di avere mano libera nei Balcani.

In seguito, la Santa Alleanza fu progressivamente associata con le forze della reazione in Europa, e particolarmente con gli orientamenti politici di Metternich, che aveva come supremo criterio di politica internazionale quello del mantenimento dell'ordine europeo.

Per il mantenimento dell'ordine, l'alleanza si basava sul principio di intervento: nel caso uno Stato avesse avuto dei problemi causati da disordini rivoluzionari che non fosse in grado di sedare e che potessero contagiare gli altri Stati, questi si ritenevano in obbligo d'intervenire per sedare le rivolte. Al principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato si sostituiva così il principio politico della sovranità limitata degli Stati e l'ideale della solidarietà internazionale, da attuarsi con la periodica consultazione dei governi europei nei Congressi e tramite quello strumento di polizia internazionale che era la Santa Alleanza.

I paesi coinvolti nel Congresso si accordarono infatti di riunirsi ad intervalli, a norma dell'Articolo VI:
« Per assicurare l'esecuzione del presente Trattato e consolidare i legami ora così uniti i Quattro Sovrani per la felicità del mondo hanno concordato di rinnovare i loro incontri a periodi prefissati […] per la considerazione di misure per la serenità e prosperità delle Nazioni e per il mantenimento della Pace in Europa. »

Ciò portò all'istituzione del sistema del Congresso, ed ai successivi congressi: i più importanti saranno quello di Aquisgrana (1818), di Troppau (1820), di Lubiana (1821) che autorizzò l'intervento austriaco nel napoletano e infine il congresso di Verona (1822) che, nonostante l'opposizione dell'Inghilterra, decise l'intervento francese di un corpo di spedizione denominato "I centomila figli di San Luigi" in Spagna dove con la vittoriosa battaglia del Trocadero (1823)[6] venne restaurato l'assolutismo monarchico di Ferdinando VII di Spagna.

Con l'ammissione della Francia nel 1818, la Quadruplice divenne la Quintuplice Alleanza, che sopravvisse fino alla morte dello zar Alessandro nel 1825.

'''Critiche ed elogi'''

« Raramente l'incapacità dei governi a frenare il corso della storia si è manifestata in maniera più evidente che nella generazione successiva al 1815. Prevenire una seconda Rivoluzione francese, o la catastrofe ancora peggiore di una rivoluzione generale europea sul modello di quella francese era l'obiettivo supremo di tutte le potenze che avevano impiegato vent'anni a sconfiggere la prima; e questo era persino l'obiettivo della Gran Bretagna che non aveva in simpatia gli assolutismi reazionari...e sapeva che le riforme non potevano né dovevano essere evitate, ma temeva una seconda espansione franco-giacobina...Eppure mai nella storia europea lo spirito rivoluzionario era stato così endemico... » (Eric Hobsbawm, Le rivoluzioni borghesi 1798-1848)

Il Congresso di Vienna fu spesso criticato da storici del XIX secolo e più recenti per il fatto di aver ignorato gli impulsi nazionali e liberali, e per avere imposto una reazione repressiva sul continente.
Per la verità, questa critica era già sostenuta dall'opposizione Whig nel Regno Unito al tempo della conclusione del Congresso. Il Congresso di Vienna fu parte integrante di ciò che divenne noto come l'Ordine conservatore, in cui la pace e la stabilità erano barattate con le libertà ed i diritti collegati alla rivoluzione francese.

Nel XX secolo, tuttavia, alcuni storici sono arrivati ad ammirare gli statisti del Congresso, la cui opera, si disse, aveva impedito un'altra guerra generale europea per quasi cent'anni (1818-1914) (cfr. Henry Kissinger, Diplomazia della Restaurazione, trad. di E. Brambilla, Garzanti, Milano, 1973).
L'abolizione della tratta degli schiavi [modifica]
Uno dei pochi meriti indiscussi del Congresso di Vienna fu la sottoscrizione di una Dichiarazione contro la tratta dei negri contenuta nell'allegato 15 dell'Atto finale (8 febbraio 1815). Sia pure dettata dagli interessi inglesi nei confronti delle colonie francesi, fu un passo importante nella lotta allo schiavismo.[7]

View Comments

Konrad Lorenz

Scritto 22 luglio 2010 da 83.103.19.85.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

Nuova pagina: Konrad Zacharias Lorenz (Vienna, 7 novembre 1903 – Altenberg, 27 febbraio 1989) è stato uno psichiatra, zoologo e filosofo austriaco. Considerato tra i fondatori dell'etologia, nel ...

Nuova pagina

Konrad Zacharias Lorenz (Vienna, 7 novembre 1903 – Altenberg, 27 febbraio 1989) è stato uno psichiatra, zoologo e filosofo austriaco. Considerato tra i fondatori dell'etologia, nel 1973 ricevette il Premio Nobel per la medicina[1].

Konrad Lorenz trascorse la propria infanzia ad Altenberg, sulle rive del Danubio, dove potè coltivare da subito il suo vivo interesse per il mondo animale:

« Sono cresciuto nella grande casa, e nell'ancora più grande giardino, dei miei genitori ad Altenberg. Nei confronti del mio indiscriminato amore per gli animali, essi furono assai tolleranti.[2] »

A dieci anni scoprì i principi dell'evoluzione vedendo una tavola di Archaeopteryx e leggendo dei libri sull'argomento; progettò allora di fare il paleontologo e gli capitò l'occasione di avere per maestro, a scuola, un monaco benedettino che insegnava liberamente la teoria darwiniana della selezione naturale.[3]

Prima di terminare il liceo (1922), desiderava studiare zoologia e paleontologia, ma seguì poi il volere del padre iscrivendosi a medicina.[4] Seguì i corsi all'Università di Vienna, alloggiando presso la casa dei genitori, dove continuò peraltro a coltivare i suoi interessi zoologici; ad esempio provò a tenere, nella sua camera, una scimmia cappuccina.[5] Ancor prima di conseguire la laurea (1928), divenne dapprima esercitatore e poi assistente universitario, presso l'istituto di anatomia, del prof. Ferdinand Hochstetter (esperto di embriologia e studioso di anatomia comparata).[4]

Sposatosi, visse ad Altenberg con la moglie (anche lei medico), tenendo in giardino moltissimi animali, senza gabbie, tanto che, quando nacque il primogenito, fu quest'ultimo ad essere messo, per sua sicurezza, «in gabbia»:

« Gli animali vivevano dunque in piena libertà [...] Tenevamo allora alcuni animali grossi e potenzialmente pericolosi [...] tutti soggetti, soprattutto i corvi, che non era opportuno lasciare soli con il bambino. Così mia moglie in quattro e quattr'otto sistemò in giardino una grossa gabbia, e vi pose dentro... il pargoletto![6] »

Nel 1937 Lorenz fece domanda alla Deutsche Forschungsgemeinschaft per una borsa di studio, facendosi raccomandare da accademici viennesi come simpatizzante del nazismo; la domanda ebbe esito positivo l'anno successivo, quando Lorenz allegò anche le "prove" che lui e sua moglie erano di origine ariana.[7] Con l'Anschluss dell'Austria alla Germania (1938), Lorenz prese la tessera del partito nazionalsocialista e la sua carriera scientifica prosperò: nel 1940 ottenne la cattedra di psicologia all'Università di Königsberg.[7] Lui stesso ammetterà poi:

« Io, in effetti, ritenevo che dai nostri nuovi governanti potesse venire qualcosa di buono. [...] Lo pensarono praticamente tutti i miei amici e insegnanti, e anche mio padre, che era certamente un uomo gentile e molto umano. Nessuno di noi sospettava che la parola "selezione", nell'accezione data ad essa da questi governanti, significasse assassinio.[8] »
Fu quindi reclutato nell'esercito tedesco, inizialmente con l'incarico di portaordini-motociclista, poi di psicologo e infine di medico (1941) nel dipartimento di neurologia e psichiatria dell'ospedale di Posen; qui si occupò del trattamento delle nevrosi, specialmente dell'isteria e delle nevrosi compulsive.[7]

Nella primavera del 1942 fu spedito al fronte di guerra vicino Vicebsk (nell'ambito dell'Operazione Barbarossa) e due mesi dopo fu fatto prigioniero dai russi,[9] tra i quali fece peraltro significative esperienze:
« Dapprima mi misero a lavorare in un ospedale, a Chalturin [...] Quando quest'ospedale fu smantellato, divenni medico di campo, dapprima a Oritschi, e successivamente in diversi campi in Armenia. Cominciai a parlare con qualche scioltezza il russo e feci buona amicizia con alcuni russi, quasi sempre dei medici. Ebbi occasione di osservare i sorprendenti paralleli possibili fra gli effetti psicologici dell'educazione nazista e di quella marxista. Fu allora che cominciai a capire la natura dell'indottrinamento in quanto tale.[10] »

Tornò in Austria nel febbraio del 1948 e si reinserì nell'ambito della ricerca zoologica.[11]
Nel 1954 fu nominato direttore dell'Istituto di fisiologia del comportamento Max Planck a Seewiesen, in Baviera.[1]
Nel 1973 gli fu conferito il Premio Nobel per la medicina (condiviso con Nikolaas Tinbergen e Karl von Frisch).[1]

'''Contributi scientifici'''

Considerato uno dei fondatori dell'etologia (cioè del comportamento animale nel suo ambiente naturale), Lorenz elaborò sin dal 1937 il concetto di imprinting: l'apprendimento istintivo caratteristico di una specie, che pare non derivare dall'esperienza individuale.[1]

Fu promotore della scuola di «etologia positiva» a orientamento psicofisiologico, basata sull'idea di un'«attività spontanea» dell'organismo distinta da qualsiasi «risposta» a stimolazioni.[12]
Lorenz ha studiato i problemi dei codici di comportamento e dei rituali nel mondo animale, legati al corteggiamento, alle pratiche sessuali e alla cova.[1]

Ha compiuto ricerche sui problemi dell'aggressività, sulla sua funzione per la sopravvivenza e sui meccanismi che si contrappongono ai suoi effetti deleteri,[13] estendendo queste ricerche dal campo animale fino a quello umano.[1]

'''Riflessioni morali'''

Già prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, nel saggio Armi e morale negli animali (1935), Lorenz aveva paventato, per gli esseri umani, la possibilità di un nuovo conflitto su scala globale, che avrebbe minacciato la sopravvivenza stessa dell'uomo sul pianeta:

« Verrà il giorno in cui ciascuna delle due parti in guerra avrà la possibilità di annientare completamente l'altra. Forse verrà il giorno in cui tutta l'umanità sarà divisa in due campi. Ci comporteremo allora come le colombe o come i lupi? Sarà la risposta a questa domanda a decidere del destino dell'umanità.[14] »

A partire dagli anni Sessanta, Lorenz iniziò ad interessarsi, anche a partire dalle sue competenze di psichiatra, alle «nevrosi di massa» che inducono l'essere umano a devastare l'ambiente e ad autodistruggersi nel circolo vizioso dell'economia capitalistica, con i rischi aggiunti di un possibile conflitto nucleare; da ciò Lorenz deduce che i maggiori problemi per l'umanità di oggi siano quelli di natura etica e morale:

« Non fui mosso da interesse per il comportamento umano, e tanto meno per la cultura umana, se non nella mia vita tarda. [...] Non so come mai così tardi, ma cominciai ad avvertire acutamente il pericolo insito nella distruzione dell'ambiente naturale da parte dell'uomo, e nel devastante circolo vizioso in cui agiscono la competizione commerciale e la crescita economica. Il fatto di guardare alla cultura come a un sistema vivente e di valutare le sue turbative come se fossero delle malattie mi ha fatto giungere alla convinzione che la principale minaccia alla futura esistenza dell'umanità risiede in quella che può essere opportunamente chiamata nevrosi di massa. Si potrebbe dire che i principali problemi che l'umanità si trova ad affrontare sono di natura etica e morale.[15] »

'''Filosofia'''

Questa voce o sezione sull'argomento filosofia non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili seguendo le linee guida sull'uso delle fonti e i suggerimenti del progetto di riferimento.
In campo filosofico uno dei maggiori contributi di Lorenz fu l'intuizione, derivata e dimostrata dalla sua ricerca naturale, della derivazione filogenetica delle nostre categorie mentali che ci consentono la conoscenza della realtà. A-priori per l'individuo, ma a-posteriori nel divenire evolutivo della specie.
Intuizione e studi che costituirono una delle basi su cui si fonda l'epistemologia evoluzionistica.

'''Opere'''

Osservazioni sulle taccole (1927)
Armi e morale negli animali (1935)
Il compagno nell'ambiente dell'uccello (1935)
Sulla formazione del concetto di istinto (1937)
La dottrina kantiana dell'apriori e la biologia contemporanea (1941)
Le forme innate dell'esperienza possibile (1943)
L'anello di Re Salomone (1949)
E l'uomo incontrò il cane (1950)
Evoluzione e modificazione del comportamento (1961)
L'aggressività (1962)
Il cosiddetto male (1963)
Gli otto peccati capitali della nostra civiltà (1973)
L'altra faccia dello specchio (1973)
L'etologia (1978)
Il declino dell'uomo (1983)
Io sono qui, tu dove sei? Etologia dell'oca selvatica (1988)
La scienza naturale dell'uomo. Il manoscritto russo (1992)

View Comments

Spoiler

Scritto 30 giugno 2010 da 83.103.19.85.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

Nuova pagina: Il termine '''spoiler''' (dall'inglese To spoil, "rovinare") è spesso usato in ambito cinematografico per segnalare che un testo riporta delle informazioni che potrebbero svelare i p...

Nuova pagina


Il termine '''spoiler''' (dall'inglese To spoil, "rovinare") è spesso usato in ambito cinematografico per segnalare che un testo riporta delle informazioni che potrebbero svelare i punti salienti della trama del film. Il termine spoiler può però riferirsi anche ad altri contesti dove può essere svelata una trama, come libri, videogiochi, serie televisive, fumetti ecc.

Tecnicamente, un testo non è uno spoiler, ma ''contiene'' spoiler. Infatti, a meno che un testo abbia il compito di descrivere nel dettaglio la storia di un film, generalmente si tratta di un insieme di informazioni generiche, alcune delle quali rivelatrici di parti importanti, quindi contenenti spoiler.
Inoltre, il significato di spoiler è soggettivo: non è, infatti, una rivelazione per chi già conosce il film. Ne consegue che lo spoiler è destinato solo a chi non conosce la trama di un film e quindi assume, in modo più rilevante, il ruolo di "avvertimento" piuttosto che termine indicativo di un certo tipo di contenuto.

La parola spoiler è talmente diffusa nei newsgroup, blog e forum, da essere diventata parte integrante della netiquette: chi scrive articoli è invitato ad inserire nell'oggetto o nel messaggio la parola "spoiler", in modo da avvertire gli altri utenti.

In alcuni Newsgroup, se un film o episodio è stato trasmesso sulla TV Terrestre o sul Satellite (non importa quindi se in chiaro o no) non occorre indicare lo "Spoiler Warning" perché si presume che sia ormai stato visto da tutti.

View Comments

Spoiler

Scritto 30 giugno 2010 da 83.103.19.85.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

Nuova pagina: Il termine '''spoiler''' (dall'inglese To spoil, "rovinare") è spesso usato in ambito cinematografico per segnalare che un testo riporta delle informazioni che potrebbero svelare i p...

Nuova pagina


Il termine '''spoiler''' (dall'inglese To spoil, "rovinare") è spesso usato in ambito cinematografico per segnalare che un testo riporta delle informazioni che potrebbero svelare i punti salienti della trama del film. Il termine spoiler può però riferirsi anche ad altri contesti dove può essere svelata una trama, come libri, videogiochi, serie televisive, fumetti ecc.

Tecnicamente, un testo non è uno spoiler, ma ''contiene'' spoiler. Infatti, a meno che un testo abbia il compito di descrivere nel dettaglio la storia di un film, generalmente si tratta di un insieme di informazioni generiche, alcune delle quali rivelatrici di parti importanti, quindi contenenti spoiler.
Inoltre, il significato di spoiler è soggettivo: non è, infatti, una rivelazione per chi già conosce il film. Ne consegue che lo spoiler è destinato solo a chi non conosce la trama di un film e quindi assume, in modo più rilevante, il ruolo di "avvertimento" piuttosto che termine indicativo di un certo tipo di contenuto.

La parola spoiler è talmente diffusa nei newsgroup, blog e forum, da essere diventata parte integrante della netiquette: chi scrive articoli è invitato ad inserire nell'oggetto o nel messaggio la parola "spoiler", in modo da avvertire gli altri utenti.

In alcuni Newsgroup, se un film o episodio è stato trasmesso sulla TV Terrestre o sul Satellite (non importa quindi se in chiaro o no) non occorre indicare lo "Spoiler Warning" perché si presume che sia ormai stato visto da tutti.

View Comments

Intervento francese in Messico

Scritto 21 giugno 2010 da AvatarNemo.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

← Versione meno recente Versione del 14:11, 21 giu 2010
(2 revisioni intermedie non mostrate.)
Riga 1: Riga 1:
-
{{Conflitto
 
-
|nome del conflitto=Intervento francese in Messico
 
-
|immagine=[[File:BattleofPuebla2.jpg|240px]]
 
-
|didascalia=Battaglia di [[Puebla]]
 
-
|data=[[1862]]–[[1867]]
 
-
|luogo=[[Messico]]
 
-
|esito=Vittoria dei Repubblicani messicani, con la conseguente totale indipendenza del Messico
 
-
|Casus belli=dispute sui pagamenti del debito messicano nei confronti della Francia.
 
-
|schieramento1=[[File:Flag_of_Mexico.svg|22px]] [[Messico]]<br /><small>Con l'appoggio di</small><br />[[File:Flag of the United States.svg|22px]] [[Stati Uniti]]
 
-
|schieramento2=[[File:Flag of France.svg|22px]] [[Francia]]<br />[[File:Flag of Mexico (1864-1867).svg|22px]] [[Secondo Impero Messicano]]<br /><small>Con l'appoggio iniziale di</small><br /> [[Spagna]]<br />[[File:Flag_of_the_United_Kingdom.svg|22px]] [[Regno Unito]]<br />
 
-
e truppe volontarie di</br>[[File:Flag of Belgium.svg|22px]] [[Belgio]]<br />[[File:Flag_of_the_Habsburg_Monarchy.svg|22px]] [[Impero Austriaco]]
 
-
|comandante1=
 
-
Messico
 
-
* [[Benito Juárez]]<br />
 
-
* [[Ignacio Zaragoza]]<br />
 
-
* [[Porfirio Díaz]]<br />
 
-
* [[Mariano Escobedo]]
 
-
|comandante2=
 
-
Coalizione
 
-
* [[Charles Ferdinand Latrille]]<br />
 
-
* [[François Achille Bazaine]]<br />
 
-
* [[Federico Forey|Élie-Frédéric Forey]]<br />
 
-
* [[Miguel Miramón]]<br />
 
-
* [[Tomás Mejía]]
 
-
|effettivi1=80.000
 
-
|effettivi2=38.493 francesi<br />7.000 austriaci<br />2.000 altri
 
-
|perdite1=12.000
 
-
|perdite2=26.654
 
-
}}
 
-
{{quote|L'America agli americani.|[[James Monroe]]}}
 
L''''Intervento francese in Messico''', altrimenti noto come l<nowiki>'</nowiki>'''Affare Massimiliano''', o, secondo la tradizione storiografica spagnola, '''Secondo intervento francese in Messico''',<ref>In tale terminologia, il primo intervento è in effetti individuato nella [[Guerra dei pasticcini]].</ref> è stato un'[[invasione]] del [[Messico]] da parte dell'[[esercito]] del [[Secondo impero francese]],<ref>Alla spedizione partecipò, in qualità di ufficiale, anche un pronipote di [[Napoleone Bonaparte]], [[Napoleone-Carlo Bonaparte]] ([[1839]] – [[1899]]), figlio di [[Carlo Luciano Bonaparte]], a sua volta figlio del fratello di Napoleone I, [[Luciano Bonaparte]]</ref> inizialmente con l'appoggio di [[Inghilterra]] e [[Spagna]].
L''''Intervento francese in Messico''', altrimenti noto come l<nowiki>'</nowiki>'''Affare Massimiliano''', o, secondo la tradizione storiografica spagnola, '''Secondo intervento francese in Messico''',<ref>In tale terminologia, il primo intervento è in effetti individuato nella [[Guerra dei pasticcini]].</ref> è stato un'[[invasione]] del [[Messico]] da parte dell'[[esercito]] del [[Secondo impero francese]],<ref>Alla spedizione partecipò, in qualità di ufficiale, anche un pronipote di [[Napoleone Bonaparte]], [[Napoleone-Carlo Bonaparte]] ([[1839]] – [[1899]]), figlio di [[Carlo Luciano Bonaparte]], a sua volta figlio del fratello di Napoleone I, [[Luciano Bonaparte]]</ref> inizialmente con l'appoggio di [[Inghilterra]] e [[Spagna]].
Riga 111: Riga 81:
* {{en}} [http://www.austro-hungarian-army.co.uk/mexican/mxchrono.htm Cronologia dell'avventura messicana 1861–1867]
* {{en}} [http://www.austro-hungarian-army.co.uk/mexican/mxchrono.htm Cronologia dell'avventura messicana 1861–1867]
* {{en}} [http://www.austro-hungarian-army.co.uk/mexican/mxbooks1.htm Bibliografia dell'intervento francese in Messico]
* {{en}} [http://www.austro-hungarian-army.co.uk/mexican/mxbooks1.htm Bibliografia dell'intervento francese in Messico]
- 
-
{{Portale|Asburgo|Messico|Storia}}
 
- 
-
[[Categoria:Legione straniera francese]]
 
-
[[Categoria:Guerre]]
 
-
[[Categoria:Storia del Messico]]
 
- 
-
[[cs:Francouzská intervence v Mexiku]]
 
-
[[de:Französische Intervention in Mexiko]]
 
-
[[en:French intervention in Mexico]]
 
-
[[es:Segunda Intervención Francesa en México]]
 
-
[[fr:Expédition du Mexique]]
 
-
[[id:Intervensi Perancis di Meksiko]]
 
-
[[io:Franca expediciono en Mexikia]]
 
-
[[ja:メキシコ出兵]]
 
-
[[ka:მექსიკა-საფრანგეთის ომი]]
 
-
[[nl:Franse interventie in Mexico]]
 
-
[[no:Den franske intervensjonen i Mexico]]
 
-
[[pl:Francuska interwencja w Meksyku]]
 
-
[[pt:Segunda intervenção francesa no México]]
 
-
[[ru:Франко-мексиканская война]]
 

View Comments

Dottrina Monroe

Scritto 21 giugno 2010 da AvatarNemo.    
Categoria:   VIKI-Pedia.

← Versione meno recente Versione del 13:57, 21 giu 2010
Riga 1: Riga 1:
-
{{S|storia|politica}}
 
La '''Dottrina Monroe''' sintetizzata nella frase ''"L'America agli americani"'', fu elaborata da [[John Quincy Adams]], ma attribuita a [[James Monroe]] nel [[1823]], ed esprime l'idea che [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] non avrebbero tollerato alcuna interferenza o intromissione nell'emisfero occidentale da parte delle [[colonizzazione europea delle Americhe|potenze europee]]. Inoltre sanciva la volontà degli Stati Uniti di non intromettersi nelle dispute fra le potenze europee, e fra una potenza europea e le rispettive colonie.
La '''Dottrina Monroe''' sintetizzata nella frase ''"L'America agli americani"'', fu elaborata da [[John Quincy Adams]], ma attribuita a [[James Monroe]] nel [[1823]], ed esprime l'idea che [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] non avrebbero tollerato alcuna interferenza o intromissione nell'emisfero occidentale da parte delle [[colonizzazione europea delle Americhe|potenze europee]]. Inoltre sanciva la volontà degli Stati Uniti di non intromettersi nelle dispute fra le potenze europee, e fra una potenza europea e le rispettive colonie.
Riga 28: Riga 27:
* {{en}} Joel S. Poetker, ''The Monroe Doctrine'', Columbus, Ohio, Charles E. Merrill Books, 1967.
* {{en}} Joel S. Poetker, ''The Monroe Doctrine'', Columbus, Ohio, Charles E. Merrill Books, 1967.
* [[Walter Russell Mead]], Il serpente e la colomba, Storia della politica estera degli Stati Uniti d'America, Garzanti 2005.
* [[Walter Russell Mead]], Il serpente e la colomba, Storia della politica estera degli Stati Uniti d'America, Garzanti 2005.
- 
-
== Voci correlate ==
 
-
* [[Panamericanismo]]
 
- 
-
{{portale|politica|storia}}
 
- 
-
[[Categoria:Dottrine politiche statunitensi]]
 
- 
-
[[ar:مبدأ مونرو]]
 
-
[[bg:Доктрина Монро]]
 
-
[[ca:Doctrina Monroe]]
 
-
[[cs:Monroeova doktrína]]
 
-
[[da:Monroedoktrinen]]
 
-
[[de:Monroe-Doktrin]]
 
-
[[en:Monroe Doctrine]]
 
-
[[eo:Doktrino de Monroe]]
 
-
[[es:Doctrina Monroe]]
 
-
[[eu:Monroe doktrina]]
 
-
[[fa:دکترین مونرو]]
 
-
[[fi:Monroen oppi]]
 
-
[[fr:Doctrine Monroe]]
 
-
[[gan:曼婁主義]]
 
-
[[gl:Doutrina Monroe]]
 
-
[[he:דוקטרינת מונרו]]
 
-
[[ja:モンロー主義]]
 
-
[[ko:먼로주의]]
 
-
[[lt:Monro doktrina]]
 
-
[[nl:Monroedoctrine]]
 
-
[[nn:Monroedoktrinen]]
 
-
[[no:Monroedoktrinen]]
 
-
[[pl:Doktryna Monroe'a]]
 
-
[[pt:Doutrina Monroe]]
 
-
[[ro:Doctrina Monroe]]
 
-
[[ru:Доктрина Монро]]
 
-
[[simple:Monroe Doctrine]]
 
-
[[sk:Monroeova doktrína]]
 
-
[[sr:Монроова доктрина]]
 
-
[[sv:Monroedoktrinen]]
 
-
[[th:ลัทธิมอนโร]]
 
-
[[tr:Monroe Doktrini]]
 
-
[[uk:Доктрина Монро]]
 
-
[[zh:门罗主义]]
 

View Comments

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes